Respirare, ma cosa vuol dire davvero

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Respirare.

Qualche giorno fa, a pranzo fuori, in una città che in passato ”odiavo” e che oggi ”amo” mi è stato chiesto di dove fossi, ma non essendo la prima volta mi sorge una domanda, ” io di dove vorrei essere?”

Ero di una città che mi ha cresciuta, mi ha insegnato cosa vuol dire vivere liberi e non liberi dalle regole dei genitori o dalle semplici istituzioni della società, libera di vivere una semplice vita da bambina e poi da adolescente, libera e lontana da guerre, da attentati, da distruzione, da epidemie. Una piccola città dove ho imparato cosa vuol dire respirare.

Crediamo che questo movimento involontario del corpo sia di libero arbitrio sia un qualcosa che tutti facciamo perchè è normale, è umano.

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Se potessi tornare indietro cambieresti qualcosa della tua vita?

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Ci sono momenti che mi chiedo cosa io stia facendo della mia vita.

Le mie giornate se sono tutte uguali o diverse. Se la strada che sto percorrendo è davvero quella giusta, o mi sono ritrovata qui perchè non mi sono posta altre domande. Domande in più che forse mi avrebbero potuto far cambiare idea.

Vi siete mai chiesti se ciò che fate è quello che volevate fare e se davvero è il percorso giusto per voi?

Ogni giorno ascolto persone che alla fatidica domanda

”se potessi tornare indietro cambieresti qualcosa della tua vita?”

E quante risposte ascolti davanti quel caffè, o alla fermata di un pullman o semplicemente tra una chiacchiera e una risata.

E quante volte ti chiedi se in quel momento anche tu cambieresti qualcosa. Dopo tanti studi, tanti sacrifici, tante ore per arrivare a quell’obiettivo, in realtà non volessi davvero fare altro.

E allora ti fermi un attimo e ci pensi su, guardi il soffitto ascolti quelle note di quella canzone che ti fanno viaggiare in un mondo dove la routine di tutti i giorni è un’altra e dove ti senti completamente spaesata in quel mondo non tuo.

E allora iniziano a frullarti per la testa milioni di idee che potrebbero cambiare la tua routine, milioni di strategie che potresti applicare per cambiare completamente la tua strada, e allora ti alzi, prendi il computer e un foglio di carta e penna e inizi a buttar giù tutte quelle fantastiche idee, continui per ore a strutturare un’idea, un mondo che funziona, una ruota che gira alla perfezione.

Fai ricerche, inizi a mettere in pratica i primi punti essesenziali di quel cambiamento, sei pronta. Sei pronta per iniziare una nuova avventura, un nuovo passo, ancora di piu in avanti che possa farti saltare in un nuovo mondo.

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Alzi mille castelli in aria, inizi a vedere davvero se quelle idee sono fattibili nella tua realtà e poi ti blocchi.

Ti blocchi perchè quelle ore impegnate per il tuo futuro, quei sacrifici fatti fino a quel momento, non sono stati fatti perchè non ti sei posta altre domande che ti hanno fatto cambiare idea, ma perchè vivere di sogni non è possibile.

”Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni”

ma il mondo in cui ci troviamo, la quotidianità che ci appartiene non ci permette di vivere come voremmo, come meglio nei nostri sogni ci realizeremo.

E allora chiudi quel computer, pieghi quei fogli, spegni quella musica, e ti guardi allo specchio credendo che non riuscirai mai ad andare oltre, ad essere finalmente completa, felice.

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Ma ridi, scoppi a ridere a sguarciagola, finchè non alzi quello sguardo e ti leghi i capelli, nessuno nasce prigioniero di qualcosa, siamo nati liberi, liberi di fare le nostre scelte e di cogliere dalle scelte degli altri sempre le migliori.

Non siamo semplici spettatori di una vita o di un destino che chi come noi nel passato ha scelto, così noi dobbiamo continuare per forza per quella strada.

Siamo gli attori delle nostre scelte.

Attori attivi della nostra vita.

Riapri quel computer e quei fogli e riprendi quella penna in mano, le idee, i sogni non vanno buttati, bisogna solo sapere in quale momento giusto nella propria vita bisogna attuarli.

Niente è perduto, niente è buttato.

Sono semplici battute che non verranno recitate in queto atto e forse neanche nel prossimo, ma verso la fine della tua storia, se ci credi davvero, se dentro di te c’è quel fuoco che nessuno riuscirà mai a spegnere, un giorno, non lontano e non troppo futuro, quelle idee, e quella canzone saranno la tua nuova routine, la tua vita, il tuo nuovo mondo e forse allora avrai lo stesso momento di perdizione e la stessa voglia di cambiare e ti crederai infelice, cambierai e cambierai ancora.

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La vita non è uno scorrere infinito di ore, secondi e giorni, la vita, quella terrestre, è una ed una sola e va vissuta al 300%, quindi no, non sarai una persona infelice, ma semplicemente una persona che alla fine di tutto potrà rispondere a quella domanda,

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”Perchè devo tornare indietro per cambiare qualcosa?, continuo a cambiare ed andare avanti perchè la vita è questa, atti conclusi in un tempo definito, in un spazio indefinito, non puoi mettere un punto a qualcosa che limite non ha.

Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni e i sogni non hanno un limite,

non sono contenuti in uno spazio, sono qualcosa di indefinito. Siamo Attori di una vita fatta di atti finiti, con un copione indefinito. Perchè tornare indietro e cambiare qualcosa? a chi piacerebbe vivere in una routine dove ogni giorno è uguale all’altro? io ho scelto di vivere dei miei sogni e tu?”

 

 

 

 

Milano, febbraio 2017

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La fotografia, la mia passione più grande.

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La fotografia, la mia passione più grande.

La fotografia.

La mia passione più grande, il mio sogno nel cassetto, l’unica cosa che mi dà energia e piacere.

Ho coltivato questa passione da quando ero solo una bambina, scattavo con i primi cellulari con la fotocamera o con le prime macchinette analogiche.

Un giorno mi fu proposto di frequentare un corso per bambini di fotografia, con un vecchio fotografo ormai andato in pensione che trametteva pro-bono la sua cultura alla parrocchia vicino casa mia.

Ricordo ancora il gran sorriso che aveva e i capelli bianchi troppo corti, ma gli occhi di chi è innamorato, innamorato di quello che mi insegnava.

Era appena iniziata la scuola e ogni due pomeriggi ero accompagnata dal mio papà o dalla mia mamma, mi recavo in parrocchia super carica di quaderno e penna.

Il corso durò per tutto il primo anno scolastico della scuola media, ero proprio una bambina, ma quando si presentavano quei pomeriggi, ero la bambina più felice del mondo.

Inizialmente si trattò di imparare tutta la storia della fotografia, poi verso metà corso iniziammo ad avvicinarci alle caretteristiche tecniche della fotografia e poi della macchina, alle sue parti meccaniche interne ed esterne, imparammo a differenziare le tipologie di macchine usate e di obiettivi, da quelli del passato a quelle attuali.

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La Generazione nel mezzo

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La mia generazione.

“Buongiorno Sig. A,

Oggi voglio rispondere ad un’affermazione che fece quella volta quando parlammo.

Sà lei ha ragione, io non potevo risponderle in quel momento, era il mio lavoro e si sà la vita privata va lasciata fuori.

Qualche notte dopo la nostra conversazione, ci ho riflettuto molto, sà guardando il soffitto al buio mentre la luna illumina leggermente di azzurro le pareti bianche, pensavo, pensavo a quanto nella mia vita tutto fosse cambiato.

Lei parlava di una generazione che non conosce, mettendo a confronto la sua, dicendo che sono due generazioni molto o troppo lontane.

Vorrei porle delle domande, anche se non avrò mai una risposta.

Lei è sicuro che la mia generazione è il futuro? sà io come la identifico?

La Generazione nel Mezzo.

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