Respirare, ma cosa vuol dire davvero

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Respirare.

Qualche giorno fa, a pranzo fuori, in una città che in passato ”odiavo” e che oggi ”amo” mi è stato chiesto di dove fossi, ma non essendo la prima volta mi sorge una domanda, ” io di dove vorrei essere?”

Ero di una città che mi ha cresciuta, mi ha insegnato cosa vuol dire vivere liberi e non liberi dalle regole dei genitori o dalle semplici istituzioni della società, libera di vivere una semplice vita da bambina e poi da adolescente, libera e lontana da guerre, da attentati, da distruzione, da epidemie. Una piccola città dove ho imparato cosa vuol dire respirare.

Crediamo che questo movimento involontario del corpo sia di libero arbitrio sia un qualcosa che tutti facciamo perchè è normale, è umano.

Dopo anni che non vivo più in quella piccola città non credevo che questo semplice movimento fosse un qualcosa di così difficile da fare.

Sono nata forse in uno dei periodi piu freddi dell’anno e forse l’anno piu freddo che ci sia mai stato eppure sono cresciuta con il sole, quello che ti riscalda, sono cresciuta con il mare dove il semplice arenarsi delle onde ti permette di respirare quella brezza, sono cresciuta con il cinguettio degli uccelli che si posavano sui ramoscelli fuori al balcone della mia stanza.

respirareSono cresciuta in una città dove l’aria ha un odore di fiori, di caldo, di tranquillità.

Sono cresciuta senza accorgermene mai, senza rendermi conto che tutto quello che mi circondava non dovevo rifiutarlo, dovevo amarlo. Sono passati anni di parole offensive, di pregiudizi ed ora?

Ora mi chiedo dove realmente voglio stare. Perchè non viviamo solo di aria e di sole, viviamo in una società che non ti da futuro dove vorresti vivere, in una società che ti sfrutta, che non ti rende dei tuoi sacrifici, in una società dove devi scendere a compromessi, dove chi è piu forte vince, dove non esiste piu il venirsi incontro, l’aiutarsi, amare.

Risposi che non vivevo piu lì, non so in che modo e con che espressione avessi risposto, ma quel signore mi guardò con occhi di ammirazione “nella vita si cresce e bisogna fare sacrifici, se bisogna anche allontanarsi da quello che ti rende più felice e poi con gli anni tornare a respirare ” ma io respiravo già, mi dissi.

Vivo in una città che mi ha dato tantissime soddisfazioni, mi ha dato un lavoro, mi ha fatto conoscere delle persone che condividono con me sogni e traguardi, vivo in una città che per anni ho sperato di andarci, che per anni mi sono imposta di riuscirci. Ed ora? Ora ci sono riuscita.

Ma una cosa rimarrà sempre, ho smesso di ascoltare quel cinguettio, di assaporare quell’aria da quell’odore tutto particolare, ho smesso di respirare.

respirare
No, non voglio scrivere di una differenza di civiltà, di società, di persone, perchè NON ESISTE!

L’unica cosa di cui scriverò è che c’è stato qualcuno che ci ha insegnato a respirare, ma che oggi come società abbiamo dimenticato, abbiamo dimenticato cosa c’è di più importante, cosa vuol dire essere liberi, cosa vuol dire respirare con gli occhi, con il cuore, cosa vuol dire apprezzare le piccole cose della vita, cosa vuol dire saper vivere.

Oggi mi trovo qui, in questa città così piccola e così calda, al sole e con quell’odore che mi pizzica dentro, oggi ancora per un pò respiro, oggi sò che questa sarà la mia aria, oggi non so di dove voglio essere, ma so che voglio vivere.

Perchè non importa in quale parte del mondo ci troviamo, l’importante è non dimenticarsi mai da dove veniamo, di portare con noi sempre una parte di quando eravamo bambini e sopratutto di saper vivere e di saper respirare.

Napoli, aprile 2017

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