27 Dicembre

27 Dicembre

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Mi hanno raccontato che faceva molto freddo. L’anno più freddo, il mese più freddo, Dicembre.
Non nevicava in quella città, non ha mai nevicato ma mi hanno raccontato che l’aria era gelida, che in tutti quei giorni non si era mai presentata una notte così fredda.
E poi mi hanno raccontato di una famiglia, sai quelle belle, formate da solo tre persone.

Una mamma, un papà, e un figlio, un trio perfetto, un maschietto primogenito e la felicità dei nonni.

Biondo, occhi azzurri, in salute, cosa desiderare di più?
Mi hanno raccontato che la mamma desiderava una femminuccia ma il papà, per quanto anche lui la volesse pensava al lavoro, ai soldi che dovevano entrare per affrontare un’altra gravidanza e un altro neonato.
Quella notte era freddissima e il cielo era di un blu scuro intenso.
Mi hanno raccontato che la mamma rimase incinta e corsero dal ginecologo per conoscere il sesso.
Mi hanno raccontato che il fagiolino, lì dentro, mostrava il culetto e con il passare del tempo iniziava a mostrare solo il faccino e l’unica cosa che riuscivano a vedere era due buchini, i buchini del nasino.

Era proprio un fagiolino birbantello.
Ma le cose non sempre andavano bene e si concludevano con rose e fiori.

Il fagiolino era irrequieto, voleva uscire ma la mamma le sussurrava che era troppo presto, che non ce l’avrebbe fatta se fosse uscito subito. Doveva aspettare ancora un po’, lei avrebbe fatto di tutto per proteggerlo.
Mi hanno raccontato che quella mamma rimase a letto per 5 mesi cantandogli ninna nanne, parlandogli ogni giorno, facendo a maglia pigiamini, scarpette di lana, cappellini e tutine e tutto quello che le veniva in mente. Lei gli parlava ogni giorno e quando gli parlava il fagiolino si fermava, ascoltava la sua mamma.
Mi hanno raccontato che il papà si prendeva cura del fratellino, che era difficile, stancante ma ci metteva tutto se stesso.
Mi hanno raccontato ‘è stato molto difficile ma …’
Mi hanno raccontato che la notte del 27 dicembre 1992 nacque una bambina.
‘Signore vada a prendere qualcosa per la bambina che fa freddo’
Disse l’infermiera al papà, e lui corse a prendere quello che per lui era il primo indumento che dovesse indossare, una camicina rosa.
‘Ma si rende conto che siamo a dicembre??!!!’
Ma quella era l’emozione, un emozione non paragonabile a nient’altro. Un emozione unica. Un miracolo.
Quella notte la mamma strinse fra le sue braccia la sua stella. L’unica stella di quella notte. Il suo piccolo miracolo.

Ora erano in quattro, mi hanno raccontato che gli anni passano e queste emozioni non si dimenticano.

Mi hanno raccontato che non si è mai più presentato un Dicembre così freddo.

Mi hanno raccontato tante cose, ma ora racconto a loro questa favola, la nostra favola…

Grazie mamma.

Grazie papà.

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